Franca Sozzani, l'imperatrice di Vogue Italia

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La prima Franca 

Franca Sozzani nasce a  Mantova nel 1950 da una famiglia alto borghese. Studi classici, laurea in lettere e filosofia alla Cattolica di Milano, tipica ragazza bene di una famiglia bene; come lei stessa si descriveva, da bambina era molto decisa, forte, al punto che  lei prese da sola la decisione  di frequentare, a solo sette anni, un collegio. 

Il padre ingegnere, le insegnò fin da subito ad essere indipendente, eppure la prima Franca, quella più giovane, immaginava una vita come quella dei suoi genitori : un marito, dei figli,  una casa in campagna e una al mare.

A tre mesi dal primo matrimonio (da lei definito "un modo per uscire di casa") , decise però di divorziare e seguire le sue aspirazioni.

 

La sua arte

Alla fine degli anni '70, Londra veniva considerata la capitale della moda ed è dai quartieri di South Kensington, passando per i corridoi dello storico Biba, che nasce la vera Franca , quella che l'ha resa uno degli editor più famosi almondo.

Iniziò la sua carriera con Vogue Bambini e nel 1988 divenne direttrice di Vogue Italia, carica che mantenne fino al 16 Dicembre 2016, giorno in cui dovette cedere alla malattia. Fu anche direttrice editoriale della casa editrice Condé Nast per l'Italia (dal 1994) e, dal marzo 2013, presidente della Fondazione IEO Istituto Europeo di Oncologia.

 

Il suo talento 

Da semplice "puntaspilli vestita Saint Laurent" come la definiva Oliviero Toscani, divenne l'editor più autorevole del mondo della moda. Si definiva geniale perché tutto quello che faceva aveva successo e voleva che la moda non fosse solo mostrare dei bellissimi abiti, ma anche una finestra sul mondo e sulla cronaca. Il nuovo stile che instaurò in Vogue Italia rivendicava l'impatto dell'immagine a discapito del brand.

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2005 - MAKEOVER MADNESS

I numeri firmati da Franca,  vollero parlare di moda ed essere al contempo critica sociale, il nuovo millennio siglò grandissimi successi : uno dei tanti fu Makeover Madness. In copertina, una modella in abiti Roberto Cavalli, si lasciava accompagnare per la hall di un hotel. Le garze le incorniciavano il volto a causa di un doloroso post-operatorio.

Naturalmente, l'intenzione non fu il voler boicottare la chirurgia estetica, ma voler constatare un dato di fatto, ovvero quella perenne ricerca di bellezza innaturale che rendeva la donna, in primis, schiava e figlia di un sistema che continuava ad allontanarsi dai canoni di naturalezza.

2008 - La black issue - elogio alla bellezza multietnica

A luglio 2008 Franca Sozzani pubblicò la "Black Issue", un'edizione speciale propose in copertine diverse e in tutti i servizi di moda, l'impiego esclusivo di modelle di colore e le creazioni di designers africani. Fu il suo modo di sensibilizzare il mondo della moda  in merito allo scarso numero di modelle black rispetto a quelle dalla pelle chiara. Protagoniste furono le top models Naomi Campbell, Tyra Banks, Chanel Iman e molte altre. Il Black Issue riscontrò una grande successo e venne ristampato più di tre volte.

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2010 - Water &Oil 

Storica fu la reazione che ebbero gli USA nel2010   davanti al servizio fotografico di Steven Meisel per Vogue italia  rivolto al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon . Definirono l'articolo "oltraggioso" ma fu un successo planetario .

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Gli ultimi anni 

 

Dal 1988 cambiò il linguaggio della moda, anche all'obiettivo di Steven Meisel, portando grandi temi sociali sulle pagine di Vogue italia. Assolutamente da menzionare è il servizio BELLE VERE dedicato nel 2011 alla fisicità della donna e il servizio Cinematic nel 2014 ispirato alla violenza domestica.

Franca modificò irreparabilmente il modo di comunicare, sia a livello visivo che testuale. Il sociale, il politico, l’umano hanno assunto grazie a lei un aspetto del tutto diverso e la fotografia, oggi come mai prima d'ora, è diventata messaggio testuale di comunicazione assoluta.

Franca passò gli ultimi anni della sua vita tra i corridoi Conde-Nast e lottando contro il male che l'ha portata via 3 giorni prima di Natale, quattro anni fa.

 

Il 2 settembre dello stesso anno, al 73esimo Festival del Cinema Internazionale di Venezia, fu presentato dal figlio, Francesco Carrozzini, un documentario sulla sua vita, Franca: Chaos and Creation , disponibile ora su Netflix